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In Memoriam KJELD V JOHANSEN

Dopo un lungo periodo di malattia, all’età di 84 anni, il 31 gennaio 2022 ci ha lasciati il Dott. Kjeld V. Johansen.

Durante il Convegno Internazionale di INPP a Verona, il 7 maggio del 2016, con il consenso di Sally Goddard, direttrice di INPP International, abbiamo avuto il grande onore di consegnare a Kjeld Johansen il premio intitolato a Peter Blythe. Per noi un collega, un maestro, soprattutto un uomo dedicato ad aiutare i bambini e adulti con disturbi di elaborazione uditiva (CAPD).
 
Il premio è una colonna di marmo che rappresenta la solidità e la basilarità del suo lavoro. Lui ha fatto parte di una generazione di geni che hanno messo insieme intuizione, entusiasmo, umiltà, motivazione, serietà…
 
Abbiamo tradotto e publichiamo di seguito il testo “in memoriam” del blog di Sally Goddard Blythe, un racconto di percorsi incrociati. Grazie!

 

Ho incontrato Kjeld Johansen a Chester nel 1993 quando stava andando a incontrare Paul Madaule in Canada. Kjeld aveva partecipato alla formazione sul metodo INPP con Catherina Johannesson-Alvegård in Svezia e Catherina aveva suggerito di incontrarci. Le difficoltà di elaborazione uditiva erano state a lungo riconosciute come un fattore significativo nella dislessia, ma gli accademici dell’epoca non erano d’accordo sul fatto che fosse un fattore scatenante, contributivo o intrinseco (delle difficoltà di apprendimento). Durante i suoi anni nel college Kjeld aveva incontrato persone che utilizzavano un metodo di stimolazione uditiva sviluppato in California dal ricercatore danese-americano Christian A. Volf (1894-1967). Successivamente, come insegnante, ha notato che diversi alunni con problemi di lingua scritta classificati come dislessici, in realtà soffrivano di problemi centrali uditivi e in particolare con la percezione di determinate fequenze e che spesso avevano anche problemi con la preferenza uditiva e altri aspetti della lateralità. Basandosi sulle idee di Volf, Tomatis, Orton e molti altri, sul proprio lavoro e sui miglioramenti tecnologici, ha sviluppato il metodo ora noto come Johansen Individualized Auditory Stimulation (Johansen IAS).

Come insegnante, Kjeld ha dedicato gran parte del suo tempo libero a svolgere valutazioni dell’udito e dell’ascolto e presentare e scrivere le sue scoperte per la pubblicazione. Ha anche lavorato in collaborazione con il musicista Bent Peder Holbech che ha composto brani specifici per stimolare le diverse bande di frequenze, con l’obiettivo di allenare i percorsi neurofunzionali tra l’orecchio e il cervello in modo di sviluppare un modo più efficiente per discriminare i suoni del linguaggio orale e scritto e per migliorare la velocità di elaborazione uditiva e l’ascolto selettivo . Il sistema, sviluppato in molti anni di meticolosa attenzione ai dettagli, viene utilizzato per supportare bambini e adulti affetti da problemi di apprendimento, comportamentali e socio-emotivi. Uomo modesto, più interessato a fare la differenza per gli individui che a promuovere i propri metodi, fama o fortuna, apparteneva a una rara generazione di geni, ostinato nella sua ricerca di un’idea, silenziosamente persistente di fronte allo scetticismo scientifico e accademico e un vero insegnante, che ha ispirato studenti di tutto il mondo a indagare, testare e mettere in pratica le idee e il metodo che ha sviluppato.

 

Il sistema non invasivo che ci ha lasciato lo rappresenta. Tranquillo, determinato, divertente e molto gentile. Quando l’ho incontrato per la prima volta, abbiamo fatto in modo che tornasse nel Regno Unito l’anno successivo per fornire un corso di formazione a me e al mio defunto marito. La data era stata fissata in anticipo. Nessuno di noi se lo ricordava quando il mio defunto marito ha deciso una data per il nostro matrimonio. Quando ce ne siamo resi conto, era troppo tardi per apportare modifiche. Quindi, Kjeld è arrivato giovedì, Peter ed io ci siamo sposati venerdì, Kjeld e sua moglie si sono uniti a noi per la nostra celebrazione serale e abbiamo trascorso i tre giorni successivi a fare la formazione con mio padre che si era recato a Chester per il matrimonio. Kjeld aveva anche omesso di dirci che aveva avuto forti dolori al petto alcuni giorni prima e gli era stato consigliato di non viaggiare. Queste circostanze straordinarie in cui nessuna delle parti era disposta a deludere l’altra, hanno dato il tono a quella che è diventata una famiglia allargata non solo per l’INPP ma anche personalmente per noi. La sua ultima presentazione a un Convegno Internazionale di INPP nel 2018 a Madrid è stata per me la migliore in assoluto. Senza tutte le rifiniture della tecnologia, si è seduto su uno sgabello nel palco e ha semplicemente raccontato una storia: la storia di come da ragazzo aveva seguito un percorso fino a dove oggi è arrivato con la JIAS. Molto più che la storia di un metodo. È stato il riassunto di una vita di ricerche, scoperte e continue domande. È con grande tristezza ma anche gioia per tutto ciò che ha dato e per la differenza che ha fatto a così tante persone in tutto il mondo, che porgiamo a lui e alla sua famiglia le nostre condoglianze per la loro enorme perdita.

Sally Goddard Blythe – Direttrice INPP International

La diagnosi di Ritardo nello Sviluppo Neurologico

Dei test neurologici standard rileveranno la eventuale attiva e costante presenza di riflessi primitivi e posturali. Deve essere identificato più di un singolo riflesso anomalo, per poter parlare di problemi reali. Riflessi individuali influenzano aree specifiche del comportamento. Per esempio un riflesso interferirà col controllo della mano quando si scrive. Un altro riflesso influenzerà il meccanismo dell`equilibrio, il coordinamento dell`equilibrio e i movimenti oculari coordinati. Ciò può provocare dei disturbi oculari tali come lettere che “ballano” su una pagina o che appaiono disposte in un ordine diverso da un giorno all`altro. Gli occhi possono essere distratti da qualunque cosa si muova entro il cono visivo determinando poca attenzione nel soggetto. Una completa valutazione dello sviluppo neurologico evidenzierà la presenza di riflessi primitivi, di problemi di equilibrio e suggerirà altri test dettagliati per controllare la maturità del sistema nervoso centrale. Riflessi primitivi: i fatti medici che formano la base del lavoro di INPP: Durante lo sviluppo del feto c`è un gruppo di riflessi che emergono: i riflessi primitivi. Questi dovrebbero essere presenti alla nascita e dare un`indicazione sullo stato del sistema nervoso centrale (questo è il motivo per cui la maggior parte dei nostri pediatri testa questi riflessi primitivi – per vedere se il sistema nervoso centrale è propriamente sviluppato oppure no). Questi riflessi primitivi si dovrebbero lentamente inibiti durante il primo anno di vita. Non appena i riflessi primitivi sono inibiti, un secondo gruppo di riflessi, i riflessi posturali, dovrebbero emergere per aiutare il bambino a rispondere alle sollecitazioni di un ambiente basato sulla gravita, attraverso il controllo dell`equilibrio automatico, della postura e dei movimenti volontari. E` un fatto medico accertato che la non inibizione dei riflessi primitivi indica immaturità nel funzionamento del sistema nervoso centrale. Se tu sospetti che l`NDD possa avere un ruolo nei problemi del tuo bambino, ti suggeriamo di completare il Questionario di screening. Ricerche pubblicate hanno dimostrato che il questionario è affidabile nella rilevazione di segni di disfunzione neurologica e nell`identificazione di quali ulteriori indagini siano appropriate. (Goddard Blythe and Hyland 1998- British Journal of Occupational Therapy) Neuro-Developmental Delay (NDD)  INPP Ltd, Stanley Street, Chester, CH1 2LR www.inpp.co.uk

Up, down: i luoghi dello sviluppo

Ogni giorno utilizziamo nel linguaggio quotidiano riferimenti spaziali; ad esempio, quando diciamo “il secchielo stà accanto alla bambina” diamo una definizione dello spazio. Espressioni come “sopra il tavolo, sotto il letto, dietro la porta” sono molto importanti per i bambini che stanno imparando il proprio mondo spaziale, e che devono imparare a seguire indicazioni in modo veloce e preciso per raggiungere ulteriori livelli di apprendimento a livello sociale e scolastico. Quando i bambini e le bambine arrivano a scuola hanno bisogno di aver acquisito questo “linguaggio”.

 


Il apprendimento prattico è quello che il bambino acquista mentre muove il suo corpo nello spazio. Carponare, strisciare, correre, arrampicarsi…. sono tutti mezzi attraverso i quali imparare. Imparano così ad ubicare il proprio corpo nello spazio e a utilizzare il linguaggio per “etichettare” lo spazio circondante. Una volta imparato questo linguaggio basico, sono pronti per trasferirlo in modi più soffisticato. Capire cosa significa “stare davanti alla porta” aiuterà a comprendere come “mettere la sedia davanti alla porta”.

 

Uno studio recente pubblicato sul “Journal of Experimental Psycology” propone un modelo dinamico che sottolinea come le elaborazioni visive si integrano con quelle superiori cognitive nello sviluppo di queste capacità di adattazione del linguaggio e del comportamento in ambito spaziale. L’obiettivo dello studio era quello di spiegare i meccanismi cognitivi impiegati nella creazione e comprensione di questi riferimenti spaziali. I ricercatori hanno osservato come questa flessibilità cognitiva si appoggia su basi neurali comportamentali, ma anche motorie. Questo studio inoltre sottolinea l’importanza di fare un ponte fra funzione cerebrale e comportamento. La capacità di descrivvere la posizione di un oggeto rispetto ad un altro, richiede un punto di rifferimento. Lo stesso punto di rifferimento necessario per “aggire” nei confronti dello spazio. Molti bambini con difficoltà di apprendimento mostrano questi problemi di elaborazione a livello spaziale.

 

Per questo motivo ci focalizziamo nella valutazione delle basi senso-motorie del apprendimento, e cerchiamo di stimolare le strutture cerebrali responsabili di queste funzioni attraverso la esperienza, il movimento.

 

Purtroppo un altro studio retrospettivo nel Regno Unito dimostra che durante le ore di asilo nido, i bambini fanno limitata attività fisica rispetto a quanto fanno nel orario strascolastico. Oltre a intervenire per risolvere i problemi, sarebbe molto importante cercare di non limitare la possibilità dei bambini di esperimentare tutti questi concetti prima di doverli imparare in modo puramente cognitivo. Facciamo il possibile in ogni ambiente per favorire lo sviluppo, oltre un investimento, è anche divertente!

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