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Apprendere con il Corpo in Mente – Sally Goddard

Apprendere con il Corpo in Mente

Quando il movimento diventa la chiave per l’apprendimento

di Sally Goddard Blythe
Traduzione a cura di INPP Italia


La preoccupazione per uno stile di vita sempre più sedentario dei bambini è in continuo aumento. Un

bambino britannico su cinque è attualmente classificato come obeso, e questo riflette un cambiamento profondo nel modo di trascorrere il tempo libero: dai passatempi tradizionali all’aria aperta a una crescente preferenza per giochi elettronici e televisione.

I cambiamenti nello stile di vita e nel modo di crescere i neonati sono fattori che contribuiscono ad alterare l’ambiente in cui i bambini si sviluppano. L’apprendimento non dipende esclusivamente da come viene nutrito il cervello, ma anche da come viene allenato il corpo.

Sally Goddard Blythe fa un resoconto dei risultati di un programma di esercizi in età evolutiva applicato in alcune scuole inglesi.

Le voci dai bambini e dagli insegnanti

“Ho più autostima. Ho migliorato le mie capacità di coordinazione e di presa, oltre che la grafia. Ho anche imparato ad andare in bicicletta.”

“Ho trovato gli esercizi un po’ difficili, ma mi hanno aiutato nella lettura. Ho intenzione di continuare il prossimo anno.”

“Il comportamento dei bambini è notevolmente migliorato nel corso dell’anno. È molto più facile gestire la classe. I bambini più vivaci sono maggiormente concentrati e capaci di portare a termine il lavoro durante le lezioni.” (Insegnante)

Questi sono alcuni dei commenti di bambini e insegnanti di scuole in cui, nel corso dell’anno scolastico, sono stati introdotti esercizi fisici per 5-10 minuti al giorno, con la supervisione dell’insegnante.

Gli esercizi, ideati all’Institute for Neuro-Physiological Psychology (INPP) di Chester, consistono in una serie di movimenti che il bambino generalmente svolge nel corso del primo anno di vita.

Le origini del metodo INPP

L’istituto fu fondato dallo psicologo Peter Blythe nel 1975 con l’obiettivo di osservare se problemi impercettibili nel funzionamento del sistema nervoso centrale potessero avere effetti sul rendimento e sul comportamento scolastico.

Le ricerche rivelarono non soltanto precisi segni di immaturità nel sistema nervoso di bambini con svariati problemi di apprendimento che determinano la capacità di controllare l’equilibrio, la motricità e la coordinazione, ma anche che era possibile sviluppare un sistema per identificare questi bambini e un modo per correggere molti dei difetti alla base di queste difficoltà.

La soluzione potrebbe trovarsi proprio nella fase iniziale dello sviluppo.

Preparare il sistema per l’apprendimento

Tutti i bambini sono dotati sin dalla nascita di una serie di riflessi primitivi che li aiutano a sopravvivere durante le prime settimane e mesi di vita. Tali riflessi sono necessari per la sopravvivenza e per dare inizio ai movimenti spontanei prima che siano state stabilite le connessioni con i centri superiori nel cervello.

Se, ad esempio, si sfiora un lato del volto del neonato, questi reagirà voltando la testa e aprendo la bocca, come se cercasse il seno materno o il biberon. Se si mette un dito nel palmo della sua mano, lo afferrerà saldamente senza mollare.

Si tratta di risposte stereotipate a stimoli specifici, che il bambino manifesta senza premeditazione o controllo consapevole. Esse formano parte di uno spontaneo repertorio di movimenti che aiutano a “stabilire” l’esperienza motoria sensoriale nel cervello.

Con la crescita del bambino, i percorsi che conducono ai centri superiori nel cervello si rafforzano rapidamente: semplici atti riflessi vengono sostituiti da risposte più sofisticate e vengono gettate le basi per il controllo volontario del movimento.

 

Dal controllo del corpo all’autocontrollo

Tutto ciò potrebbe sembrare lontano dal bambino irrequieto che, in classe, non riesce a concentrarsi e facilmente litiga o si arrabbia con gli altri bambini.

Mentre possono esserci svariati motivi per cui i bambini litigano a scuola, per alcuni di essi le difficoltà comportamentali e quelle legate all’apprendimento rappresentano un’espressione di un controllo inadeguato del proprio corpo.

L’autocontrollo ha origine nel controllo del corpo.

La lettura è un’abilità motoria

Attività come la lettura, la scrittura, il controllo dell’impulso e lo stare seduti richiedono tutte un fondamentale controllo del proprio corpo.

Per leggere, ad esempio, un bambino ha bisogno di regolari movimenti degli occhi: questa è un’abilità motoria. La scrittura richiede coordinazione tra mano e occhi, il tutto collegato al controllo della postura e all’equilibrio, che a loro volta dipendono da un maturo sistema di riflessi.

L’equilibrio e la stabilità del corpo sono condizioni essenziali per stare seduti in posizione eretta. Essi, inoltre, forniscono la base per lo sviluppo delle abilità spaziali, direzionali e organizzative.

Tutte le abilità motorie sono in qualche modo collegate al sistema dei riflessi.

L’integrazione dei riflessi generalmente si verifica tra il primo e il quarto anno di vita come risposta alla maturazione e alle opportunità offerte dall’ambiente. Lo sviluppo più rapido avviene nei primi 12 mesi di vita, periodo in cui si verifica il passaggio da un piccolo neonato indifeso a un bambino capace di stare sui propri piedi.

Movimento per l’apprendimento

Il primo stadio dell’equilibrio comincia quando il bambino impara a tenere sollevata la testa, generalmente intorno alle sei settimane, mentre è disteso sulla pancia e poi sulla schiena.

Più opportunità ha il bambino di svolgere movimenti liberi, migliore diventerà la sua capacità di controllare i movimenti.

Il pavimento rappresenta un parco giochi ideale sul quale praticare movimenti liberi nelle prime settimane e nei primi mesi di vita. Un bambino si diletta durante i suoi movimenti quando si distende, scalcia e si dondola. Mani e piedi rappresentano una fonte inesauribile di fascino che contribuisce all’allenamento della coordinazione occhio-mano per abilità successivamente più complesse. Anche la semplice attività della suzione contribuisce a sviluppare i muscoli sul lato anteriore della bocca, in preparazione allo sviluppo del linguaggio.

La ripetizione continua dei modelli di movimento contribuisce a sviluppare i sentieri di controllo che diventeranno successivamente le autostrade della mente.

Se durante questi primi mesi di vita i riflessi non vengono integrati, ciò può interferire con lo sviluppo di abilità più avanzate. Il risultato può essere un blocco nel fluire agevole dell’informazione e l’aumento del senso di frustrazione quando il bambino non riesce a svolgere compiti relativamente semplici.

Fattori di rischio e segnali precoci

Possono esserci svariati motivi per cui i riflessi non maturano. Più del 50% dei problemi di apprendimento dipendono da fattori genetici. Giocano un ruolo notevole anche problemi durante la gravidanza, difficoltà o interventi durante il parto, e traumi o malattie durante i primi tre anni di vita.

Uno studio pubblicato nel British Journal of Occupational Therapy ha evidenziato 23 criteri di sviluppo che, presentando un ritardo nell’apprendimento del linguaggio e della capacità di camminare, mostrano i primi segni di possibili problemi successivi. Tra questi, bambini che non attraversano gli stadi di sviluppo durante i quali gattonano o avanzano con le mani e le ginocchia.

Queste scoperte suggeriscono che sarebbe possibile identificare i bambini a rischio di difficoltà scolastiche prima ancora che inizino ad andare a scuola, e che un addestramento adeguato delle abilità fisiche a questo stadio iniziale potrebbe evitare eventuali difficoltà di sviluppo.

Il programma INPP: recuperare lo sviluppo mancato

Sebbene non si possano obbligare i bambini a svolgere tutte le fondamentali tappe motorie nei primi anni di vita, è però possibile creare delle adeguate opportunità di movimento in uno stadio successivo per recuperare il deficit.

Si tratta dei movimenti proposti dal programma dell’Institute for Neuro-Physiological Psychology (INPP).

Due tipologie di programma:

1. Programma clinico individualizzato

Valutazione individuale mediante un programma personalizzato di stimolazione e inibizione dei riflessi. I genitori supervisionano gli esercizi svolti quotidianamente a casa per circa un anno, con verifiche dei progressi ogni 8 settimane.

2. Programma scolastico

Comprende una versione ridotta della batteria di test e un programma generale di esercizi di sviluppo basati sui movimenti del programma individualizzato. Tali movimenti prevedono uno svolgimento quotidiano a scuola con la supervisione di un insegnante specializzato.

I risultati nelle scuole inglesi

Una serie di studi svolti in diverse scuole hanno evidenziato una maturazione consistente dei riflessi nei bambini che avevano svolto gli esercizi, insieme a miglioramenti nell’accuratezza della lettura, scrittura, concentrazione e abilità sociali.

Mellor Primary School, Leicester

I bambini che avevano partecipato agli esercizi presentavano un vantaggio di 23 mesi nell’età di lettura rispetto al vantaggio di 12 mesi nei controlli.

Prince Albert School, Birmingham

Dopo due anni di programma con diversi gruppi d’età, la velocità di elaborazione dei bambini su test computerizzati per la dislessia ha mostrato un significativo miglioramento.

Knowle Primary School, Solihull

I bambini che hanno partecipato al programma hanno mostrato un vantaggio di 14 mesi nell’accuratezza della lettura e nella comprensione, rispetto a 4 e 8 mesi di un gruppo di confronto.

St Margaret Mary RC School, Carlisle

Sia insegnanti che bambini hanno descritto cambiamenti nel comportamento e nelle motivazioni, oltre a un miglior rendimento scolastico.

“In questi bambini c’è una carica prima inesistente”, scrive Eileen Sylvester, vice-direttore della scuola. “Non sbattono più l’uno contro l’altro quando giocano e hanno maggiore considerazione reciproca. Si divertono durante i movimenti, sono orgogliosi di se stessi, sono più tranquilli e, svolgendo gli esercizi come prima attività della giornata, sono più concentrati nelle attività in classe.”

La testimonianza diretta di un bambino

“Vi racconto dei miei esercizi. Mi hanno aiutato perché sono stato scelto per la squadra scolastica di calcio. Il movimento mi aiuta nella calligrafia e nell’ortografia. Da piccolo spesso mi capitava di urtare contro le persone. Ora non più, perché il movimento mi aiuta. Il mio corpo è cambiato: riesco a correre più velocemente, cresco più alto e giro maggiormente la testa. Riesco anche a scrivere in modo più ordinato e a lavorare di più. Posso anche disegnare meglio.”

Il tempo dedicato vale l’investimento

I critici hanno attirato l’attenzione sul fatto che il tempo dedicato ogni giorno allo svolgimento del programma fa diminuire il tempo da dedicare all’insegnamento.

Tuttavia, il feedback proveniente dalle scuole coinvolte nel progetto evidenzia che il tempo dedicato ogni giorno al movimento contribuisce effettivamente al miglioramento della concentrazione e della motivazione nelle lezioni successive, e che i cambiamenti a livello delle competenze motorie determinano poi un miglior rendimento accademico.

In una scuola tedesca, due anni dopo il completamento del programma, è stata svolta una verifica e si è scoperto che i bambini avevano conservato i vantaggi ottenuti durante gli esercizi.

Conclusione

Ulteriori studi sono in corso in scuole di Cumbria, Derbyshire, West Midlands e Irlanda del Nord. I risultati ottenuti finora mostrano che l’apprendimento più efficace è quello che tiene conto del corpo.

Il movimento non è una distrazione dall’apprendimento: è la sua fondazione.


Riferimenti:

  • Goddard Blythe SA, Hyland D. (1998). Screening for neurological dysfunction in the specific learning difficulty child. British Journal of Occupational Therapy, Ottobre 1998.

  • Goddard Blythe SA. (2003). Neurological dysfunction, a developmental movement programme in schools and the effect upon academic performance. Atti della Conferenza sulla Dislessia, Bangor, Luglio 2003.

  • Jändling M. (2003). XIV Conferenza europea del ritardo neurologico in età evolutiva, Kiel-Oslo.

Ringraziamenti:

Personale e allievi delle scuole:

  • Mellor Primary School, Leicester
  • Prince Albert School, Birmingham
  • Knowle C of E Primary School, Solihull
  • St Margaret Mary RC School, Carlisle

Articolo tradotto e adattato per INPP Italia con il permesso dell’autrice.

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