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Lateralità

Per i genitori · Per i professionisti

La lateralità: molto più di quale mano usa tuo figlio

Perché la dominanza laterale è una finestra sul sistema nervoso — e cosa significa quando non è ancora definita

INPP Italia · Giugno 2026 · ~5 minuti di lettura


La maestra dice che tuo figlio ha la lateralità crociata. Il pediatra dice di non preoccuparti. Tua suocera dice che suo padre era mancino e ha fatto benissimo nella vita. E tu sei lì, nel mezzo, senza capire bene di cosa si stia parlando.

Partiamo dall’inizio — con calma.

Cos’è la lateralità, davvero?

La lateralità non è solo la mano con cui tuo figlio tiene la matita. È qualcosa di molto più profondo: è la capacità del cervello di scegliere un lato come guida — e di farlo in modo coerente su tutti i livelli del corpo.

Mano

Scrive, disegna, lancia

👁️

Occhio

Mira, legge, inquadra

🦶

Piede · Orecchio

Calcia, equilibrio, ascolto direzionale

Quando tutti questi livelli puntano nella stessa direzione — tutto destro, o tutto sinistro — il cervello lavora in modo efficiente: i segnali arrivano veloci, la risposta è fluida, lo sforzo è minimo.

Quando invece i livelli sono misti — occhio destro, mano sinistra, piede destro — il cervello deve fare un lavoro extra ad ogni azione. Come guidare con il navigatore che indica una strada e i cartelli stradali che ne indicano un’altra: arrivi lo stesso, ma con più fatica e più lentamente.

Quando si definisce la lateralità?

Un bambino non nasce destro o mancino. La lateralità si costruisce nei primi sette anni di vita, attraverso il movimento, il gioco e l’esperienza. È normale che fino ai 4-5 anni un bambino cambi mano, alterni i piedi, sembri indeciso. Il sistema nervoso sta ancora scegliendo.

Forzare un bambino mancino a scrivere con la destra non cambia la sua lateralità naturale — la contraria. E un sistema nervoso contrariato lavora sotto pressione costante.

Il problema non è essere mancini. Il problema è non avere una lateralità definita — o averne una che è stata forzata in una direzione diversa da quella naturale.

Lateralità crociata: cosa significa concretamente?

La lateralità crociata si ha quando i diversi livelli non concordano — l’occhio dominante è destro ma la mano è sinistra, per esempio. In sé non è una patologia. Ma può creare difficoltà reali quando il bambino deve fare cose che richiedono coordinazione precisa tra occhio e mano — come leggere e scrivere.

I segnali più comuni che i genitori descrivono:

📖

Lettura

Perde il segno, salta righe, rilegge più volte la stessa frase

✏️

Scrittura

Inverte lettere (b/d, p/q), omette parole, fatica a stare nel rigo

🎯

Attenzione

Si stanca in fretta, sembra distratto, ha bisogno di più tempo di tutti

Il collegamento con i riflessi primitivi

Qui entriamo nel territorio più specifico dell’approccio INPP — e in quello che distingue una valutazione neuromotoria da una semplice osservazione del comportamento.

🔬 Per i professionisti

Lo sviluppo della lateralità è strettamente legato alla maturazione dei riflessi primitivi — in particolare il riflesso tonico asimmetrico del collo (RTAN). Questo riflesso, presente dalla nascita, porta il bambino a estendere il braccio dal lato verso cui gira la testa. Dovrebbe integrarsi entro i 6 mesi. Quando rimane attivo oltre questa fase, continua a interferire con i movimenti volontari: scrivere, leggere, coordinare occhio e mano diventano azioni che richiedono uno sforzo neurale molto maggiore del normale.

💬 In parole semplici

Immagina che ogni volta che tuo figlio gira la testa verso il foglio per leggere, qualcosa nel suo sistema nervoso voglia anche muovere il braccio in quella direzione. È un’interferenza sottile, invisibile — ma costante. Come cercare di scrivere con qualcuno che ti tira leggermente il gomito ad ogni riga.

Cosa si può fare?

La buona notizia è che il sistema nervoso è plastico — soprattutto nell’infanzia. Con un percorso di rimediazione neuromotoria mirato, è possibile supportare l’integrazione dei riflessi ancora attivi e aiutare il cervello a costruire una lateralità più stabile e funzionale.

Non si tratta di esercizi scolastici, né di ripetizioni. Si tratta di movimenti specifici che ripercorrono le tappe dello sviluppo neurologico — come se il sistema nervoso potesse completare quello che non aveva ancora finito.

Il primo passo è sempre una valutazione — per capire se e in che misura l’immaturità neuromotoria è presente, e quale sia il percorso più adatto per tuo figlio.

Parla con un Licentiate INPP Un professionista certificato INPP può fare una valutazione neuromotoria e aiutarti a capire se la lateralità di tuo figlio è legata a un’immaturità del sistema nervoso.

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