La lateralità: molto più di quale mano usa tuo figlio
Perché la dominanza laterale è una finestra sul sistema nervoso — e cosa significa quando non è ancora definita
La maestra dice che tuo figlio ha la lateralità crociata. Il pediatra dice di non preoccuparti. Tua suocera dice che suo padre era mancino e ha fatto benissimo nella vita. E tu sei lì, nel mezzo, senza capire bene di cosa si stia parlando.
Partiamo dall’inizio — con calma.
Cos’è la lateralità, davvero?
La lateralità non è solo la mano con cui tuo figlio tiene la matita. È qualcosa di molto più profondo: è la capacità del cervello di scegliere un lato come guida — e di farlo in modo coerente su tutti i livelli del corpo.
Mano
Scrive, disegna, lancia
Occhio
Mira, legge, inquadra
Piede · Orecchio
Calcia, equilibrio, ascolto direzionale
Quando tutti questi livelli puntano nella stessa direzione — tutto destro, o tutto sinistro — il cervello lavora in modo efficiente: i segnali arrivano veloci, la risposta è fluida, lo sforzo è minimo.
Quando invece i livelli sono misti — occhio destro, mano sinistra, piede destro — il cervello deve fare un lavoro extra ad ogni azione. Come guidare con il navigatore che indica una strada e i cartelli stradali che ne indicano un’altra: arrivi lo stesso, ma con più fatica e più lentamente.
Quando si definisce la lateralità?
Un bambino non nasce destro o mancino. La lateralità si costruisce nei primi sette anni di vita, attraverso il movimento, il gioco e l’esperienza. È normale che fino ai 4-5 anni un bambino cambi mano, alterni i piedi, sembri indeciso. Il sistema nervoso sta ancora scegliendo.
Forzare un bambino mancino a scrivere con la destra non cambia la sua lateralità naturale — la contraria. E un sistema nervoso contrariato lavora sotto pressione costante.
Il problema non è essere mancini. Il problema è non avere una lateralità definita — o averne una che è stata forzata in una direzione diversa da quella naturale.
Lateralità crociata: cosa significa concretamente?
La lateralità crociata si ha quando i diversi livelli non concordano — l’occhio dominante è destro ma la mano è sinistra, per esempio. In sé non è una patologia. Ma può creare difficoltà reali quando il bambino deve fare cose che richiedono coordinazione precisa tra occhio e mano — come leggere e scrivere.
I segnali più comuni che i genitori descrivono:
Lettura
Perde il segno, salta righe, rilegge più volte la stessa frase
Scrittura
Inverte lettere (b/d, p/q), omette parole, fatica a stare nel rigo
Attenzione
Si stanca in fretta, sembra distratto, ha bisogno di più tempo di tutti
Il collegamento con i riflessi primitivi
Qui entriamo nel territorio più specifico dell’approccio INPP — e in quello che distingue una valutazione neuromotoria da una semplice osservazione del comportamento.
🔬 Per i professionisti
Lo sviluppo della lateralità è strettamente legato alla maturazione dei riflessi primitivi — in particolare il riflesso tonico asimmetrico del collo (RTAN). Questo riflesso, presente dalla nascita, porta il bambino a estendere il braccio dal lato verso cui gira la testa. Dovrebbe integrarsi entro i 6 mesi. Quando rimane attivo oltre questa fase, continua a interferire con i movimenti volontari: scrivere, leggere, coordinare occhio e mano diventano azioni che richiedono uno sforzo neurale molto maggiore del normale.
💬 In parole semplici
Immagina che ogni volta che tuo figlio gira la testa verso il foglio per leggere, qualcosa nel suo sistema nervoso voglia anche muovere il braccio in quella direzione. È un’interferenza sottile, invisibile — ma costante. Come cercare di scrivere con qualcuno che ti tira leggermente il gomito ad ogni riga.
Cosa si può fare?
La buona notizia è che il sistema nervoso è plastico — soprattutto nell’infanzia. Con un percorso di rimediazione neuromotoria mirato, è possibile supportare l’integrazione dei riflessi ancora attivi e aiutare il cervello a costruire una lateralità più stabile e funzionale.
Non si tratta di esercizi scolastici, né di ripetizioni. Si tratta di movimenti specifici che ripercorrono le tappe dello sviluppo neurologico — come se il sistema nervoso potesse completare quello che non aveva ancora finito.
Il primo passo è sempre una valutazione — per capire se e in che misura l’immaturità neuromotoria è presente, e quale sia il percorso più adatto per tuo figlio.
Parla con un Licentiate INPP Un professionista certificato INPP può fare una valutazione neuromotoria e aiutarti a capire se la lateralità di tuo figlio è legata a un’immaturità del sistema nervoso.
Trova un Licentiate →
