La ricerca

Cosa dice la ricerca

Un ponte si attraversa con fiducia quando si vedono i pilastri. Questa pagina mostra alcuni dei pilastri su cui poggia il Metodo INPP: studi pubblicati su riviste scientifiche, che indagano il legame tra riflessi primitivi, immaturità neuromotoria e apprendimento.

È una ricerca in movimento, proprio come i bambini di cui si occupa: ogni studio aggiunge un passo e indica quello successivo. Per questo, accanto a ciò che ogni studio ha trovato, ti raccontiamo anche dove porta la prossima tappa.

Ogni studio parte da una domanda che i genitori ci fanno spesso. Sotto trovi la risposta in una frase. Se vuoi saperne di più, apri “Per approfondire”: lì trovi i dettagli, la prossima tappa della ricerca e il link all’articolo originale.

Leggere fa fatica. Può c’entrare il corpo?

I bambini con difficoltà di lettura mostravano più spesso piccoli segni di instabilità del corpo e una minore coordinazione tra testa e occhi rispetto ai buoni lettori della stessa età.

Scheveig e Bucci, rivista Vision, 2023

Per approfondire

Lo studio ha confrontato 56 bambini con dislessia e 38 bambini con lettura nella norma, tutti intorno agli 11 anni. Con semplici test clinici, eseguiti da un fisioterapista, sono stati osservati l’equilibrio su una base instabile, la stabilità della colonna, la coordinazione testa-occhi e la stabilità dello sguardo. Le difficoltà erano più frequenti nel gruppo con dislessia. Gli autori collegano questi risultati a un’integrazione meno efficiente da parte del cervelletto, e suggeriscono che test così semplici possano essere utili in una normale visita.

La prossima tappa: gli autori propongono questi test semplici come primo controllo, alla portata di pediatri e fisioterapisti. Il passo successivo è capire quanto il lavoro sul movimento possa sostenere anche la lettura.

Ne parliamo nel nostro blog  |  Studio originale (in inglese)

Perché mio figlio fa fatica a leggere l’orologio?

Nei bambini della scuola primaria, più riflessi primitivi erano ancora attivi, più era difficile leggere un orologio con le lancette.

Kalemba, Lorent, Goddard Blythe e Gieysztor, rivista IJERPH, 2023

Per approfondire

Leggere l’orologio richiede di orientarsi nello spazio: capire cosa sta sopra e sotto, cosa viene prima e dopo. Questo studio pilota ha cercato un legame tra questa abilità e la presenza dei riflessi primitivi. I legami più evidenti sono emersi con il riflesso tonico simmetrico del collo, il riflesso tonico asimmetrico del collo e il test di Romberg, che misura l’equilibrio.

La prossima tappa: è uno studio pilota, il primo su questo tema. Gli autori indicano la strada: confermare i risultati su gruppi di bambini più numerosi.

Leggi lo studio originale (in inglese)

Il linguaggio e il movimento crescono insieme?

I bambini con un disturbo dello sviluppo del linguaggio avevano più riflessi primitivi ancora attivi rispetto ai coetanei, e più alta era l’immaturità neuromotoria, più erano faticose alcune prove di linguaggio.

Matuszkiewicz e Gałkowski, Journal of Speech, Language, and Hearing Research, 2021

Per approfondire

Lo studio ha confrontato 75 bambini tra i 4 e i 10 anni con disturbo del linguaggio e 99 coetanei con sviluppo tipico. Tutti hanno fatto una prova di ripetizione di parole inventate, che misura il linguaggio, e sei prove sui riflessi primitivi. Gli autori concludono che nei bambini con difficoltà di linguaggio lo sviluppo neuromotorio procede più lentamente.

La prossima tappa: gli autori propongono di verificare se i programmi di movimento che aiutano a integrare i riflessi sostengono anche lo sviluppo del linguaggio.

Leggi lo studio originale (in inglese)

I bambini arrivano a scuola pronti a stare seduti e imparare?

Molti bambini iniziano la scuola con uno o più riflessi primitivi ancora presenti, e durante il primo anno migliorano soprattutto quelli che seguono un programma di movimento.

Goddard Blythe, Duncombe, Preedy e Gorely, rivista Education 3-13, 2021

Per approfondire

Lo studio ha osservato 120 bambini del Regno Unito al primo giorno di scuola, a 4-5 anni, cercando tre riflessi già collegati in passato a difficoltà di apprendimento e di comportamento in classe. Circa metà dei bambini ha poi seguito un programma di movimento per lo sviluppo. A fine anno 108 bambini sono stati valutati di nuovo: chi non aveva fatto nulla di aggiuntivo non mostrava miglioramenti rispetto a chi aveva seguito il programma.

La prossima tappa: gli autori raccomandano di valutare lo sviluppo neuromotorio dei bambini prima e durante la scuola, e di portare i programmi di movimento anche ai bambini più grandi.

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Gli esercizi sul movimento sono stati messi alla prova?

Sì. In uno studio controllato, un programma di movimenti specifici ha ridotto un riflesso primitivo nei bambini con difficoltà di lettura, mentre movimenti generici non hanno avuto lo stesso effetto.

McPhillips, Hepper e Mulhern, rivista The Lancet, 2000

Per approfondire

Sessanta bambini tra gli 8 e gli 11 anni, con difficoltà di lettura e riflesso tonico asimmetrico del collo ancora presente, sono stati divisi in tre gruppi: movimenti specifici, movimenti generici, nessun movimento. Né i bambini né chi li valutava sapevano chi era in quale gruppo. Il riflesso si è ridotto in modo netto solo nel primo gruppo. Gli autori vedono in questo un ulteriore segno del legame tra controllo del movimento e lettura.

Il legame con INPP: è uno studio indipendente, ma gli esercizi usati si basano su quelli sviluppati da Peter Blythe, fondatore di INPP, che gli autori ringraziano nell’articolo. Per questo è uno degli studi che presentiamo durante la formazione dei nostri professionisti.

Leggi lo studio originale (in inglese)

Questi sono solo alcuni studi. L’elenco completo delle ricerche pubblicate da INPP e dai suoi professionisti si trova sul sito di INPP nel Regno Unito.